Fabio Fantuzzi al Festival di Scirarindi
Fabio Fantuzzi al Festival di Scirarindi

Fabio Fantuzzi è fin da piccolo avido di conoscenza, con una gran voglia di costruire, non tanto socievole e senza la spensieratezza tipica dei bambini, particolarmente dotato per la matematica e le materie scientifiche. Da ragazzo ha una forte attrazione da un lato per la filosofia ed in particolare per l’epistemologia, dall’altro per la dimensione politica e ambientalista. Cresce in ambiente popolare, ateo, materialista, ricco di ideali sociali.

Dopo il liceo scientifico studia un po’ Filosofia e un po’ Fisica. A 19 anni, dopo una prima parte della vita vissuta prevalentemente nel mondo delle idee sente la necessità di un tuffo nella vita materiale. Intraprende una relazione sentimentale, trova una occupazione soddisfacente nel settore dell’Informatica, decidendo di non proseguire l’Università. Fa una rapida carriera, prima tecnica e poi manageriale, in un contesto fortemente innovativo, concorrenziale e precocemente complesso e globalizzato.

Nel frattempo, in relazione all’educazione del primo figlio, inizia a coinvolgersi nel movimento no profit per la pedagogia Waldorf, all’interno del quale si occuperà, nell’arco di quasi 20 anni, di organizzazione, sviluppo, formazione, pubbliche relazioni, editoria, promozione culturale e fundraising, a livello nazionale e internazionale. Nell’ambito di questa esperienza incontra la Scienza dello Spirito di Rudolf Steiner. E’ dei primi anni ‘90 la comparsa del desiderio-sogno di occuparsi professionalmente di consulenza organizzativa, nato dall’incontro tra la scoperta dell’Istituto olandese NPI e l’osservazione diretta delle grosse difficoltà esistenti nella vita delle organizzazioni in ambito sia professionale che di volontariato.

Nel 1998 Fabio abbandona la carriera informatica e entra in una fase che lo porterà, nel giro di qualche anno, ad apportare importanti variazioni in molti ambiti della sua vita. Fa molte esperienze dirette di cosa significhi ‘cambiare’ e di come il cambiamento nasca dall’indispensabile e misterioso incontro tra fattori esterni ed elementi e forze interiori. La sua visione del mondo, conservando l’approccio scientifico, si allarga a comprendere ‘fattivamente’ aspetti spirituali. Al principio del caso si sostituisce quello dell’interazione tra karma e libertà e si va così sempre più focalizzando l’ambito di specifico interesse: lo sviluppo, come capacità di tradurre in passi concreti le tensioni ideali, e in particolare la dimensione del rapporto tra individuo e organizzazione. Con al centro la mobilitazione della volontà.

Su questi particolari temi nel 2002 Fabio intraprende un percorso di formazione e collaborazione con consulenti dell’Istituto olandese NPI, all’interno del quale, su impulso del fondatore B.C.J Lievegoed e di altri, era stato accumulato a partire dagli anni ’50 un notevole patrimonio di ricerche, sperimentazioni ed elaborazioni basate su esperienze di sviluppo condotte in svariate organizzazioni pubbliche e private, anche molto vaste.

Al 2005 risale invece l’inizio della sua relazione con C. Van Houten (anch’esso ex NPI) e il NALM (New Adult Learning Movement), che lo porta al tema dell’apprendimento per l’adulto e dello sviluppo biografico umano in chiave spirituale, che tuttora continua ad approfondire.

Negli anni seguenti dedica particolare attenzione alle neuroscienze e all’impatto delle nuove tecnologie sui modi di vivere, interagire e lavorare, in relazione anche alla questione generazionale.

E’ attualmente teso a ricondurre sempre più saldamente la sua attività, che ‘lavora’ soprattutto sull’individuo, al tema globale di un futuro sostenibile (a livello ambientale, economico e sociale) e desiderabile per l’uomo. In questo modo è impegnato nel dare il suo contributo per un futuro più umano.